Ieri mia mamma e Vito mi hanno regalato un libretto di poesie di Trilussa. Non un libro qualsiasi ma uno stampato nel 1934 e che apparteneva a mio nonno, è stato restaurato e rilegato. Non conoscevo questo personaggio, Trilussa (Carlo Alberto Camillo Mariano Salustri 1871-1950) ma mi ha incantato subito con la semplicità con la quale esprime concetti importanti in poche righe scritte in romanesco. Questo libro si chiama "Cento Favole" 


Appena che scoppiava una tempesta,
un Pino in riva ar mare
abbassava le cresta.
Una Quercia je disse: - A quanto pare
voi pure v'inchinate
seconno le ventate ... -
. Si, - je rispose er Pino -
quello che dite è esatto:
ma nun capisco mai, quanno m'inchino,
se me piego davero o se m'adatto.