Gentile Direttore,
Mi chiamo don Diego Goso e sono un sacerdote torinese. Vivo e lavoro nella parrocchia di Leini a 6 km da Torino. Ieri sera i miei ragazzi dell’oratorio mi hanno caricato in macchina e portato alla vostra festa per i trent’anni di vita della radio.
Non avevo mai partecipato ad un evento così bello. Tralascio il commento sul lavoro artistico e organizzativo che ho trovato semplicemente eccezionale… Ma di cui non sono competente.
La disturbo invece per ringraziarla di quanto ieri sera ci avete regalato sul piano umano delle idee e delle emozioni.
Grazie per le sue parole iniziali sul seguire con passione i propri desideri per poterli vedere realizzati: ad uno dei miei ragazzi brillavano gli occhi dalla commozione.
Grazie per averci ricordato che non esiste una pace se non c’e stata una guerra, ma soprattutto che con umiltà tutto e’ recuperabile.
Grazie per aver intonato: Laudato si… (vabbè, ammetto che questa e’ un po’ troppo di parte…)
Grazie per le parole di Jovanotti sull’importanza della passione che si mette nel lavoro ricordando che esso è rivolto a delle persone.
E infine grazie per il clima umano così caldo, amico e di famiglia. Fuori faceva freddo ma dentro i cuori si scaldavano. Il Cielo sa quanto ne abbiamo bisogno, soprattutto in questi tempi di volti spesso arrabbiati e scoraggiati.
A Lei in particolare ancora un grazie per l’eleganza di conduzione e la passione per le cose fatte bene: tornando commentavo con i ragazzi… Ma vi pensate, questo, che sarà partito da un foglio di carta bianco (forse una pagina del blocco note dell’iPad?) e ha pensato da zero questa storia di due ore?
Le ho rubato troppo tempo e mi scuso, ma ci tenevo davvero a ringraziarla, anche a nome dei miei ragazzi.
Non so se e’ credente ma la benedico di cuore, male comunque non fa.
Avanti tutta. Vi ascoltiamo con il cuore.
Don Diego Goso


Dal blog di Linus, 2 febbraio 2012. Traete voi le vostre considerazioni. A me questa lettera è piaciuta un sacco e mi ha riempito.. non so, di speranza.